Lo dice il Ministero delle Attivita' produttive

Black out: emergenza energetica per tutto il 2004

Di Giovanni Gelmini

Il fatto
28/08/2003 - 19:22
ANSA) - ROMA, 28 AGO - L'emergenza energetica potrebbe durare fino alla fine del 2004, secondo il ministero delle Attivita' produttive.'Fino alla fine del 2004 -sottolinea il dicastero - soprattutto in occasione dei periodi di punta della domanda invernale e estiva, permane il rischio che la potenza di produzione non bilanci la crescita di domanda interna'. Riguardo a produzione e riserva 'le difficolta' saranno superate con il rafforzamento della rete e la realizzazione di nuovi impianti'.
L'opinione

Black-out prossimo futuro

di Giovanni Gelmini

Sembrava che la colpa della carenza di energia elettrica fossero stati i tanti condizionatori, entrati in funzione per l'eccezionale calura, e per la mancanza di acqua per il raffreddamento delle centrali elettriche. Tanto per cambiare era una palla! Infatti i black-out sono previsti anche per l'inverno.

Allora forse avevano ragione quelli che dicevano che tutto era organizzato per permettere la costruzione delle nuove centrali?
Personalmente non sono in grado di dare una risposta, ma la cosa mi sembra credibile. I punti sono abbastanza semplici da analizzare e altrettanto facilmente si potranno verificare come si modificheranno nel futuro.

Punto primo: le centrali Enel (ed ex Enel) sono vecchie e non sono state fatte migliorie

Punto secondo: il risparmio energetico è una chimera, ben poco è stato fatto dagli enti pubblici per stimolarlo. Ad esempio usare la detrazione fiscale delle spese anziché il finanziamento a fondo perduto, che ha un iter molto più complesso e incerto. Per proseguire nell'esempio gli enti pubblici sono i più spreconi nel campo energetico perché non investono nella sistemazione degli impianti e nell'isolamento termico.

Punto terzo: le energie alternative non decollano; tra i motivi è la mancanza di conoscenze delle opportunità sufficienti per stimolare l'iniziativa

Punto quarto: in ogni regione, in ogni provincia vi sono moltissimi progetti per nuovi impianti di produzione di energia elettrica con sistemi tradizionali. Le uniche novità cono solo una rivisitazione dovuta al miglioramento delle tecnologie collaterali come: il controllo dell'inquinamento e di processo.

Come diceva un grande della politica Giulio Andreotti: "a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre la si azzecca".



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