La truffa da arte diventa scienza!

E-mail truffaldine ci inseguono

Di Giovanni Gelmini

Il fatto

Proseguono le e-mail pericolose, ma nessuno interviene, l'ultima contiene anche indirizzi telefonici, non sarebbe il caso di indagare se tutto è regolare?

Credo che la difesa dei cittadini in Italia sia sempre molto carente. Con la scusa della privacy, molte difese minime sono diventate impossibili, forse si difendono solo le persone che "sono importanti"!

A piè pagina le e-mail ricevute

 

L'opinione

La truffa da arte diventa scienza!

di Giovanni Gelmini

I truffatori ci pigliano per scemi, ma evidentemente gli scemi ci sono se questi signori si organizzano, con un sistema di "selezione della clientela potenziale", da cui molti dei nostri negozianti dovrebbero imparare.

Da un po' di tempo sono in circolazione delle e-mail, in inglese, in cui una persona molto distinta ti spiega che per una serie di circostanze fortuite vi è un consistente importo (milioni di dollari) che non possono essere usati senza "il tuo aiuto"; la prima e-mail di questo tipo che ho visto era rivolta ad un piccolo imprenditore nel settore dei "servizi tradizionali". Il meccanismo era che in Olanda vi era un consistente importo, accumulato dal padre del mittente, morto recentemente, per sopperire alle emergenze causate dai problemi nelle Zimbawe. Per farla breve era disposto a cedere una consistente parte di questa cifra, se il ricevente si fosse attivato per sistemare tutte le pratiche. Oggi ne ho ricevuta una io. Il meccanismo appare diverso, si tratta di fondi "quasi neri" accumulati per effetto della "Deregulation of the Oil sector"; per sfruttare questi fondi bisogna che ci sia l'intervento di una persona esterna, la quale ovviamente ne trarrà notevoli benefici.

Come dicevo il meccanismo apparente è diverso, professionale e di partner-ship con me, di problemi familiari con il piccolo imprenditore, ma la realtà sottostante è la stessa, già inventata con la truffa "all'italiana". Far apparire il "potenziale cliente" baciato dalla fortuna, che con poca fatica può incamerare milioni di euro. È facile immaginare cosa succederà successivamente: richiesta di soldi per far fronte alle spese necessarie e poi….. più nulla, tutti svaniscono nel vuoto.

Una cosa però mi ha fatto impressione: mentre la truffa inventata anni fa si svolgeva per la strada, in modo casuale, attraverso l'occhio clinico dei truffatori, quindi qualcosa che sconfinava nell'arte, nella rappresentazione teatrale, quella di oggi è regolata da computer, da analisi di elenchi di indirizzi, da prefigurazioni di meccanismi decisionali, dal marketing. Quindi quella di oggi è una cosa scientifica, che abusa, come molti "marckettari" di elenchi, annuari ed informazioni redatte, apparentemente, per ben altri scopi. Purtroppo la legge sulla privacy poco o nulla riesce a fare contro questi abusi. Per conto mio, difficilmente ci casco perché mi ripeto sempre "se qualcuno vuol farti guadagnare troppo, da qualche parte c'è la fregatura". Comunque anche solo per evitare il disturbo dei "marckettari" e dei truffatori, mi sto facendo cancellare da tutti gli annuari esistenti, tanto nel mio caso servono solo a far perdere tempo.

Strane e-mail in inglese raggiungono i nostri concittadini chiedendo aiuto a recuperare ingenti somme, ovviamente con lauto compenso.

Le prime due e-mail, citate nell'intervento
 
Oggi ho ricevuto un'altra e-mail ed in questo caso, sempre a attraverso il petrolio nigeriano, il tesoro è diventato di 35.000.000$!
se vi interessa vederla

la quarta arrivata 9 novembre 2003 15.49

 

 Oggi 16 dicembre 2003 una ancora più interessante

Il 4 settembre scorso, segnalavo il caso di e-mail truffaldine inviate con promesse di lauti compensi. Oggi una ennesima, con la promessa del 10% di 45.000$. La cosa da notare è che l'e-mail è una "circolare" inviata e ricevuta dall'emittente stessa (sistema usato per le mailing-list) e che la promessa è circostanziata da un compenso preciso. La  domanda che mi pongo è, ma quelli che dovrebbero garantire la privacy ed evitare che persone sprovvedute vengano truffate dove sono?

Giovanni Gelmini

 




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