VIVA VIVA L’INGHILTERRA

Un milione di metri cubi edificabili in Val Brembana? Uno scempio “made in england” da impedire

Di Giovanni Gelmini

Il fatto

Valbrembana, rilancio da un miliardo di euro Un fondo londinese ha in programma di migliorare gli impinati di risalita, realizzare alberghi case e negozi- Fonte: Il Corriere della Sera Lombaridia 15/1/2004 pag 54


In sitensi:   1.000.000.000 di euro di investimento, 1.000.000 di metri cubi di edifici da realizzare, 240 chilometri di piste

 

Ferrari: "Così la Val Seriana può tentare il rilancio" La Val Seriana? ha le carte in regola per il rilancio. Parola di Fabrizio Ferrari vice presidente della 4° Commissione regionale ..... "abbiamo puntato le nostre carte sul mercato russo.... Fonte: La Rassegna 11/12/2003 pag 1 e pag 7


 

 
L'opinione

VIVA VIVA L’INGHILTERRA
Un milione di metri cubi edificabili in Val Brembana? Uno scempio “made in england” da impedire

di Giovanni Gelmini


Quelli della Valle Brembana gridano “W l’Inghilterra” e quelli della Valle Seriana “W la Russia”. Cosa succede? Siamo diventati improvvisamente centro di rapporti internazionali?
Magari!
Purtroppo non è così.
È solo che i nostri grandi strateghi delle valli vogliono proseguire con la dissennata linea degli investimenti immobiliari legati agli impianti sciistici e, visto che i milanesi si sono stufati delle nostre valli, hanno pensato che attraverso l’attività dell’aeroporto di Orio al Serio si possano prendere per il naso gli stranieri.
La base dell’affare è sempre lo stesso. Costruisco degli impianti sciistici per valorizzare il “territorio”, in cambio ho le licenze per costruire dei villaggi turistici che vendo e mi permettono di coprire le spese e mi forniscono un congruo guadagno.
 
Chi ha comprato, dopo qualche anno, non è più entusiasta del suo acquisto e lo usa raramente, le case restano chiuse, le amministrazioni comunali si trovano a dover fornire servizi costosi e gli impianti sciistici chiudono per mancanza di neve e di utenti. Intanto il territorio è stato compromesso e per questo nessuno paga.

Lo studio Ocse, che aveva messo in evidenza la necessità per Bergamo di sviluppare un’intensa attività turistica,  aveva però indicato vie completamente diverse, quali quelle culturali, naturalistiche e eno-gastronomiche, escludendo in modo preciso la possibilità di  puntare alle poche settimane invernali, ma invece alla necessità di sviluppare una attività che garantisse le presenze su tutto l’arco dell’anno.
Ma l’avidità degli operatori immobiliari è sempre troppo alta
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