La lettera pastorale del Cardinale Tettamanzi e Don Farina, parroco "delle Grazie"

Di Giovanni Gelmini

Il fatto

Tettamanzi: non dimentichiamo le periferie


La lettera pastorale del cardinale: "Se si fugge, la situazione non può che peggiorare"
"Al sorgere di un altro problema, non si parlerà più di questo. Ci si dimenticherà del tema centro-periferie". Non è per pessimismo che il cardinale Dionigi Tettamanzi, a margine dell'inaugurazione dell'anno pastorale, torna a parlare della tragedia di Rozzano. Al contrario, è per "realismo disincantato e vivo senso di responsabilità. E soprattutto grande amore per questa società". Ma la constatazione rimane: "Degli anziani si è tanto discusso quest'estate, e ora non se ne parla più. Forse perché è tornato il fresco". È, in realtà, il tema dell'intera lettera pastorale del cardinale ambrosiano. Un richiamo forte ai fedeli ad essere "missionari nella quotidianità". E anche un conforto a "chi ogni giorno porta la propria croce sulle spalle e testimonia così la fede". ……
L'opinione

La lettera pastorale del Cardinale Tettamanzi e Don Farina, parroco "delle Grazie"

di Giovanni Gelmini


Il Cardinale Tettamanzi parla con autorevolezza di una serie di problemi; questo è stato ripreso già dalla stampa e come al solito non mi dilungo su ciò, anche se mi piacerebbe aprire una discussione sul problema delle periferie degradate e del modo di intervenire.

Lo spunto che voglio cogliere è un altro. Solo il TgR3 delle 14 del 8 Settembre ha riportato un invito rivolto ai parroci, che a mio avviso ha la sua importanza. Il Cardinale invita esplicitamente a non permettere che le chiese vengano addobbate in modo "sfarzoso" in occasione delle cerimonie ricordando che restano un luogo di culto e questo vale in particolare per i matrimoni. Sono sicuramente d'accordo su questo punto e voglio ricordare a chi è più giovane o non è di Bergamo, che noi abbiamo avuto un precursore sulla linea indicata dal Cardinale.

Negli anni '50 don Marco Farina, parroco della chiesa "delle Grazie" in pieno centro di Bergamo, ha vietato l'addobbo della chiesa stessa da parte dei privati, eliminando "le classi" per le cerimonie e rendendole gratuite. Questa decisione, che a mio avviso è stata saggia ed esemplare per un cristiano, ha ovviamente suscitato un putiferio, non tanto nei parrocchiani, quanto negli operatori commerciali, fioristi, addobbatori, ecc, che si vedevano sfilare un lucroso affare.

La cosa era stata così scandalosa che la Rai (nazionale) le aveva dedicato, allora, una trasmissione invitando don Farina ad esporre le sue tesi.

Credo che se molti parroci, come Don Farina, seguissero questa strada, dando testimonianza del Vangelo, in cui mi sembra di ricordare che Gesù di Nazaret cacciò i commercianti dal Tempio, le loro omelie sarebbero sicuramente più credibili.




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