Chi ha ucciso il libro inutile?

La sfida aperta - ma già dichiarata - al mondo delle fotocopie illegali

Di Giovanni Gelmini

Il fatto

Ho letto su www.promiseland.it

Complimenti! Hai ucciso un libro": scatta da lunedì, 6 ottobre, a poche settimane dall'apertura degli anni accademici, la sfida aperta - ma già dichiarata - al mondo delle fotocopie illegali.
di Gianmarco Neri

Questo è quanto recita un comunicato stampa dell'Associazione Italiana Editori che fornisce anche delle cifre: la stima della reprografia libraria illecita supera i 300 milioni di euro. Tra qualche giorno partirà quindi una campagna pubblicitaria che si strutturerà in affissioni stradali nelle maggiori sedi universitarie, nelle biblioteche e nelle librerie. Ovunque, a quanto pare leggerete: "Complimenti, hai ucciso un libro!"
Lo dico senza troppi giri di parole: che muoia un libro di testo scritto da un trombone che costringe i propri studenti a comprarlo mi interessa molto poco. Non credo neanche che andrò al funerale, ma proverò comunque a dare una mano per trovare l'assassino.

Sebbene si stia parlando di libri di testo scolastici e universitari, proviamo a trattare il caso come se fosse la trama di un libro giallo. Non sarebbe molto avvincente, perché gli indiziati sono solo due: lo studente e l'editore.
La domanda che ci dobbiamo porre è questa: il defunto libro è stato ucciso da uno studente che non può permettersi di spendere un minimo di 100 euro per ogni singolo esame che sostiene o dalla casa editrice che lo vende a un prezzo inaccessibile?
Caso risolto e libro alle stampe: l'assassino è l'editore!
Capisco che l'istruzione gratuita sia un utopia, ma con quello che si spende in libri durante la carriera universitaria ...

L'opinione

Chi ha ucciso il libro inutile?

di Giovanni Gelmini


È difficile non concordare con Gianmarco Negri. Non si possono chiedere soldi per cose che non valgono il loro contenuto. Testi come "Manuale di diritto privato" del Torrente o "Marketing e Management" del Kotler, hanno dei contenuti e vengono acquistati dagli studenti per crearsi una "biblioteca professionale", perché valgono quello che costano. La maggior parte dei testi, specialmente quelli universitari, sono invece una collection di ritagli di articoli raccolti ed utilizzati nelle lezioni. Non aggiungono conoscenze non note, né pretendono di essere un testo di riferimento acclamato. Sono, come il mio, che ho definito "Appunti per le lezioni di Gestione dell'innovazione" non sono un testo, ma il riordino degli appunti che preparo per le lezioni da tenere in Università.

Sono quindi il risultato di un lavoro di preparazione delle lezioni e sono utili come traccia per seguire il corso e preparare l'esame.

Nel contratto di docenza che ho firmato (credo che non sia così solo il mio, ma sia il contratto generalizzato) si dice che "La produzione di materiale didattico derivante dall'esecuzione rimarrà di piena ed esclusiva proprietà dell'Università". Purtroppo i docenti come me, a contratto, sono pagati pochissimo, rispetto al lavoro necessario per preparare le lezioni, e quindi ecco che si crea l'opportunità di vendere il lavoro di preparazione del materiale didattico attraverso l'editore. Se l'editore fosse invece l'Università stessa, che riconoscesse un compenso ragionevole per il lavoro svolto e "vendesse" questo ai suoi allievi a prezzo di costo o inglobato forfetariamente nelle tasse di iscrizione, il problema non ci sarebbe.

Per una scelta etica io ho deciso di "regalare" il mio lavoro agli allievi e il mio testo è disponibile sul sito dell'Università e sul mio personale gratuitamente. Quanti professori fanno così?

Commenti

... per quanto mi riguarda, posso dire di aver quasi sempre comprato i libri originali anche se non sempre si sono dimostrati all'altezza del prezzo pagato.
Va' anche detto che però una parte di studenti non ci pensa nemmeno a comprare il libro di testo.
Una maggior cultura del rispetto del lavoro altrui da parte degli studenti ed una maggior ragionevolezza da parte dei docenti (a volte segnalano una miriade di testi da comprare) sarebbe la soluzione ideale.
Fortunatamente, ci sono professori che, come lei, mettono a disposizione gratuitamente il materiale

Luca Bassani




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