Iraq cosa sta succedendo?

Il fatto: "Nassiriya, 10,40 del mattino strage di italiani in Iraq"

Di Giovanni Gelmini

Il fatto

Nassiriya, 10,40 del mattino strage di italiani in Iraq

 
 
L'opinione

Iraq cosa sta succedendo?

di Giovanni Gelmini

 Non sono certo un esperto di politica internazionale, di guerre e di guerriglia, ma l’attentato avvenuto oggi in Iraq,  pone anche all'uomo comune una serie di quesiti. Non è mia intenzione dare risposta a questi quesiti ma semplicemente evidenziarli.

Le polemiche sull'opportunità di andare in Iraq ci sono state e non mi sembra il momento di ricordarle. Ora dobbiamo sicuramente capire meglio cosa sta succedendo.

Se non sbaglio il contingente italiano è il primo ad essere attaccato tra quelli presenti in Iraq e che non hanno partecipato direttamente al conflitto e segue i due attentati contro l’ONU e la Croce Rossa Internazionale. Non credo che i terroristi siano stupidi e facciano le cosa a caso. Allora dobbiamo provare a cercare il perché hanno ucciso i nostri militari.

Noi siamo anche il paese che ha mantenuto la presenza della propria Croce Rossa quando quella internazionale si è ritirata e sappiamo che terroristi stanno cercando di fare terra bruciata attorno alle forze umanitarie.  

La domanda che 'sorge spontanea' è se non si voglia colpire quello che, tra tutti i paesi occidentali, è forse stato sempre il meno allineato e forse il meno imperialista. L'Italia per sua natura ha sempre collaborato con tutti i regimi, di qualunque genere fossero. La politica e l’industria italiana hanno sempre sovvenzionato tutti gli apparati e tutte le fazioni così almeno appare da quanto è avvenuto nel passato nei paesi del corno d'Africa e del mediterraneo. Purtroppo la politica duplice ed equivoca tenuta per decenni, partendo da Vittorio Emanuele III e Mussolini ad oggi, non depongono a nostro favore, anche se l'italianità e in genere sembra sempre ben voluta dalle popolazioni. 

L'intervento armato americano è stato evidentemente inopportuno, sproporzionato alle necessità ed ha sconvolto, come avevamo previsto, un equilibrio fortemente instabile.  Oggi dietro il conflitto delle etnie si sono insediati i poteri occulti che agitano il terrorismo internazionale e appaiono i segni dell'integralismo islamico che precedentemente erano inesistenti.

Questa è una domanda fondamentale: ma i grandi strateghi della Casa Bianca, pagati fior di soldi dal tanto caro presidente Bush, avevano “tenuto conto” di questo? Erano così ingenui da credere al mito Hollywoodiano dell'arrivano i nostri? E noi dobbiamo continuare credere che il popolo americano sia così avanti da essere un modello per noi? Troppe cose, che ci vogliono vendere come verità assoluta, risultano essere di cartapesta come i miti del loro cinema.

Questo non vuol dire che non abbiamo da imparare da loro, anzi molte cose devono essere approfondite ed acquisite, ma rendendole compatiblili con il nostro mondo. Il mio pensiero è che noi dobbiamo essere “noi”; non perdere la nostra identità lasciandoci colonizzare, in cambio di un modello umano e sociale nettamente peggiore del nostro.

In questo caso, la mia opinione da uomo della strada, è che gli Stati Uniti dovrebbero uscire dall Iraq  e dovrebbero entrare le forze Onu, per cercare di riparare  il disastro creato dalla superficialità e l'arroganza del Presidente statunitense.,Nelle stesso tempo ora che siamo a Nassiriya, non possiamo vigliaccamente lasciare lo spazio al terrorismo, solo perchè chi ha mandato le nostre truppe non avava capito la realtà, ma aveva creduto alla favola della "fata turchina". E inutile dire che  il lutto delle famiglie dei morti deve trovare il più ampio sostegno da parte di tutti e in particolare spero che chi ci governa oggi dimostri, per la prima volta, di dare un senso alla vita degli altri.

 
Commenti

14 novembre 2003

Forse il problema e' che non si combatte il terrorismo invadendo un paese straniero: noi siamo andati a sostituire dei militari americani, che non sono in Iraq a fare una missione di pace. Siamo andati in guerra. E quindi ce ne dobbiamo andare. Il terrorismo si nutre di queste decisioni dei pazzi che sono al potere in Occidente. Dall'arrivo del nuovo Imperatore mondiale, e' sotto gli occhi di tutti che l'instabilità ed il terrorismo sono aumentati in maniera esponenziale. Si combatte il terrorismo eliminandone le cause , non solo eliminando i terroristi. Vi allego un pezzo scritto da Montalban poco prima della morte avvenuta qualche settimana fa.
Ciao
Marco Veneziani

14 novembre 2003
Concordo con tè specialmente sul concetto di “Imperatore mondiale”, che avevo già espresso con altre parole in una intervista pubblicata sul “Giornale dell’Isola”. Da allora non ho modificato la mia idea e resto contrario all’intervento italiano in Iraq perché lo considero una partecipazione ad una occupazione di uno stato, però vi sono due considerazioni che mi convincono, in questo particolare momento a sostenere la permanenza delle truppe. La prima è che l’attentato non è causato da un risentimento della popolazione e probabilmente addirittura fatto da estranei, l’atra è che il terrorismo punta all’isolamento dell’Iraq per avere facile mano ad instaurare una nuova dittatura del terrore. Si deve invece chiedere con forza che tutto passi sotto il diretto controllo dell’ONU unico ente che possa garantire la neutralità necessaria e che l’imperialismo di Busch venga combattuto alla stessa steegua del terrorismo di Bin Laden

Gianni

12 novembre 2003
Concordo in pieno!La Democrazia non si può imporre, si può contribuire perchè possa essere adottata! Cordialmente.
Renzo Martinelli

12 novembre 2003
Caro Gelmini, condivido la tua testimonianza e penso che questo evento tragico(ma non sarà l'ultimo) sia un momento di riflessione per tutti quelli che in questi anni hanno bevuto al mito Americano quale esempio di democrazia,di sviluppo ecc. soprattutto al periodo dopo Reagan e delle politiche lobbystiche delle multinazionali delle armi, dell'energia e higt-tech in grado di scegliere, determinare, volere o abbattere, qualsiasi cosa in funzione del loro interesse. Incuranti dell'organizzazione mondiale dellONU e dei suoi rappresentanti.
Più che accusare credo si debba prendere le distanze da questo paese governato da un personaggio manovrato dalle lobbys e da un segretario le cui fattezze fisionomiche (la sorte ha voluto)siano l'aspetto dello spettro della guerra e della morte. in compenso la exxon le ha donato una petroliera da 150.000 ton come caduax per l'impegno profuso a trascinare mezzo mondo in una guerra che si è dimostrata un bluff.
L'altra azione sarebbe quella di prendere le distanze dal nostro governo che ha appoggiato supinamente la politica americana e che stà trasformando la nostra cultura della politica e sociale come un teatro di fratellanza dove le decisioni o le sorti del paese vengono prese nei ranch del texas o in costa smeralda e non nelle sedi proprie come il parlamento.( pare che gli inglesi lo stiano già facendo in modo molto soft e la loro classe) Non pensare che io sia antiamericano anzi sappi che la mia formazione ed i mie maestri sono stati americani si chiamavano Mr.swab, stegemeter, maynard, woodworth, personaggi che hanno fatto l'america del 900quelli che ci hanno liberato dal fascismo e portato la Democrazia in Europa, quelli che applicavano strettamente i principi morali e religiosi ovvero i quaqqueri, i mormoni.
L'america di oggi è fatte di wall.street, sesso droga e rock and roll spettacolo, macdonald, ed ora vescovi omosessuali. FAR CAPIRE alla capo dell'azienda che ci governa che noi di questi personaggi non ne abbiamo bisogno.
Noi daremo sempre il nostro appoggio a fini umanitari perchè questo è nella nostra cultura e civiltà ma sotto il governo sovrannazionale dell'ONU.

Michele Sonnessa

 



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