Disastro ferroviario! Di chi la colpa?

Di Giovanni Gelmini

Il fatto

DISASTRO FERROVIARIO

Da alcuni giorni tutta la stampa continua a dare notizia del disastro ferroviario di CREVALCORE titola La Gazzetta del Mezzogiorno.
Salgono a 17 le vittime del disastro ferroviario
CREVALCORE (Bologna) -
Due gru reclinate sopra i due convogli diventati uno. Attorno solo nebbia. Sotto, vigili del fuoco e uomini della Protezione civile infreddoliti, che usano quelle gru, le ruspe, le lance termiche come fossero bisturi per non perdere la minima traccia delle vittime.
Una ricerca paziente, fatta con la speranza di non trovare niente, che porta invece il numero dei morti da tredici a diciassette. Tolemeo Litterio comanda i vigili del fuoco di Bologna. «La velocità e la forza dell’impatto hanno compresso lamiere, corpi e arredi facendoli diventare una cosa unica».
Quello il problema principale affrontato nella notte gelida a Crevalcore…..

 

L'opinione

Di chi è la colpa?

di Giovanni Gelmini

Del macchinista, del capotreno, del sasso che per caso si trovava li. Mai che la colpa sia di chi spreca i soldi pubblici! Da decenni si sa che le nostre ferrovie fanno pena, ma ancora questa sera ho sentito in televisione un sindacalista (?) delle ferrovie, che diceva per decenni gli investimenti sono stati dirottati sulle autostrade, peccato che anche queste facciano schifo.

Allora?

La verità è che gli investimenti sono una briciola del bilancio statale, occorre la lente di ingrandimento per vederli e un bisturi laser per suddividerli.
Poi i criteri di suddivisione non sono le esigenze primarie dei servizi da svolgere; per esempio quei 10.000 km di linee secondarie da mettere in sicurezza , che assicurano la connessione del territorio, o le strade provinciali, ma quelle “epocali”, il Ponte sullo Stretto di Messina, l’Alta Velocità, che nel frattempo e diventata quasi bassa e si chiama ora “Alta Capacità” perché l’alta velocità non si potrà mai avere.

Così da un secolo proseguiamo a fare cattedrali nel deserto che non servono o servono a poco e poi ci lamentiamo se le nostre imprese non riescono più a reggere. Ma qualcuno si rende conto cosa costa direttamente ed indirettamente il trasporto, le comunicazioni e l’approvvigionamento energetico, grazie allo spreco fatto dei soldi pubblici negli ultimi ’50 anni?

Altro che beghe del cavolo per la Turchia, per lo pseudo-feredalismo, per come deve essere eletto il Capo dello Stato, per l’organizzazione della Magistratura.

Se non torniamo a investimenti massicci siamo destinati a finire tra i più disastrati paesi del terzo mondo ed i morti per “incidente” ne sono purtroppo un preciso segnale.




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