Come si potranno evitare futuri blackout?

Giancarlo Magnoli č Ricercatore dell'MIT di Boston, docente della Facoltą di Ingegneria dell'Universitą di Bergamo e responsabile del Laboratorio C.A.S.A. di Servitec - polo tecnologioco di Bergamo

Di Giancarlo Magnoli

Prescindendo da costi e problemi politici, costruire nuove centrali per aumentare la quantità di energia erogabile non offirebbe risultati immediati: iniziando oggi si avrebbero le prime centrali in funzione solo nell'anno 2010.

Prima di tale data è necessario ottimizzare la rete e risparmiare energia, consumando meno. E l'edilizia puo' aiutare a farlo: quando compriamo un'automobile vogliamo sempre conoscerne i consumi. Raramente cio' accade quando compriamo una casa, anche se consuma piu' un edificio di un autoveicolo. In edilizia manca una adeguata cultura energetica, che si sta costruendo un po' traumaticamente in tempi recenti.

Chi consuma energia nel mondo?

Il mondo si sta urbanizzando: ogni settimana viene costruita una nuova Milano, ogni mese viene urbanizzata un'area grande come Londra. Il mondo si sviluppa e cio' richiede sempre piu' energia.

Il blackout di ieri è il dodicesimo in due anni che coinvolge milioni di persone (California gennaio 2001, Nigeria giugno 2001, Brasile gennaio 2002, Filippine gennaio 2002, Colombia marzo 2002, Filippine maggio 2002, Argentina novembre 2002, Algeria febbraio 2003, U.S.A. agosto 2003, Gran Bretagna agosto 2003, Danimarca settembre 2003, Italia settembre 2003). In precedenza fatti del genere succedevano molto raramente: l'ultimo memorabile era stato il blackout del 1965 a New York. E' chiaro che questo modello di sviluppo è insostenibile.

Lo sviluppo sostenibile è necessario per garantire a noi e alle future generazioni pari risorse e qualità di vita. Bisogna intervenire simultaneamente in tutti i settori: nel nostro campo per esempio, l'edilizia, ci sono ampi margini di miglioramento.

L'edilizia nel mondo e' responsabile infatti del consumo di 50% dell'energia prodotta (secondo dati ONU 2003 il restante 50% è suddiviso in parti uguali tra: + 25 % industria e + 25% trasporti).

Centinaia di migliaia di edifici vengono costruiti o ristrutturati ogni anno: c'e' dunque la possibilità - nel medio termine - di realizzare architetture sostenibili e quindi ridurre la crescita della domanda energetica abbattendo drasticamente i consumi imputabili agli edifici.

Una politica energetica mirata a bassi consumi in edilizia. Ci sono precedenti?

Esiste una direttiva comunitaria del dicembre 2002, che dovrà essere approvata e recepita entro il gennaio 2006 dagli Stati membri, per "migliorare il rendimento energetico degli edifici nella Comunità". Ogni edificio dovrà ottimizzare il bilancio energetico, rispettando standard locali di isolamento, consumo energetico, sfruttamento della luce e del calore.

In Italia il Comune di Bolzano spicca nel campo del risparmi energetico in edilizia, incentivando da tempo la realizzazione di edifici a basso consumo energetico. I risultati in Alto Adige sono ottimi: vengono costruiti (e venduti nel libero mercato) edifici che hanno un consumo annuale di soli 30 KW/h per metro quadro, contro i 300 kw/h per metro quadro consumati in un anno da un edificio "tradizionale" degli annisessanta /settanta.

In Inghilterra vengono realizzati edifici a basso consumo energetico dal 1999. Spesso consumare poco significa anche inquinare poco, riducendo le emissioni di Co2 con benefici anche per la salute pubblica.

Le crisi energetiche in USA, e della California in particolare nel 2000, hanno portato i settori pubblico e privato statunitensi a consorziarsi per produrre edilizia energeticamente piu' efficiente. I finanziamenti alla ricerca hanno incentivato la realizzazione di prototipi come MIT Net_0, un prototipo di edificio autosufficiente e competitivo sul mercato progettato al Massachusetts Institute of Technology di Boston nel 2001.

Come si potrà costruire edifici di qualità a basso costo? Per poter costruire sistemi di grande precisione e qualità, e comporre elementi edilizi complessi integrando tra loro isolanti, pannelli fotovoltaici, impianto elettrico, impianto idraulico e masse termiche, è necessaria una buona dose di prefabbricazione.

Il trasferimento tecnologico dal mercato dell'automobile all'edilizia ha già consentito di realizzare edifici di grande qualità interamente prefabbricati, con moduli ed elementi realizzati su misura (come un tetto in pannelli fotovoltaici) e prodotti a basso costo grazie alla produzione con macchine a controllo numerico.

Sarà richiesta più specializzazione agli operatori, ed i rischi nei cantieri verranno ridotti. Tutte cose di cui sia la società sia il mercato hanno bisogno.

l'articolo è stato pubblicato su "La Rassegna" del 2/10/2003




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