Per approfondire

Le opere di Leopoldo Veneziani secondo la “Nuova Guida di Firenze” del Fantozzi

Di Giovanni Gelmini

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Riporto ora i passi in cui si parla dell'architetto nostro antenato; ho cercato di identificarli in una piantina di Santa Croce (* seguito da un numero identificativo) trovata nel testo pubblicato da Alinari, ma credo che non tutto sia rimasto come era nel 1842.

      Entrati sotto la navata minore troveremo, di seguito al semipilastro della medesima, un semplice mausoleo di marmo architettato dal suddetto Veneziani per adattarvi il ritratto del chiarissimo matematico Pio Fantoni, morto in Bologna sua patria nel l'età di anni 84 non compiti il 27 Gennaio 1804, il qual ritratto è stato tolto dal posto ove fu originariamente situato dalla Giulia Rivani per dar luogo al più magnifico monumento del professore Nobili, che in seguito dovremo descrivere. (*1)



      Al principio della settima arcata è un sepolcro di stucco eretto sul disegno di Leopoldo Veneziani per situarvi il busto di marmo del celebre botanico Pier Antonio Micheli morto nel principio del suo cinquantottesimo anno, il 1737, che in origine erasi posto in altra parte della chiesa.(*3)



      Dopo il detto altare, e sull'estremità di questa navata, troviamo il Mausoleo eretto alla memoria del chiarissimo professore cavaliere Leopoldo Nobili morto in Firenze nel 1835, sul disegno dell'architetto Leopoldo Veneziani : il bassorilievo però che rappresenta il Genio delle scienze che disvela la Natura sostenuto dalla Toscana, e gli ornati e strumenti fisici inventati dal Nobili furono scolpiti dal professore Francesco Pozzi.(*4)



La cappella dove ora si trova il mausoleo di Nobili

    Dopo il detto altare, e sull'estremità di questa navata, troviamo il Mausoleo eretto alla memoria del chiarissimo professore cavaliere Leopoldo Nobili morto in Firenze nel 1835, sul disegno dell'architetto Leopoldo Veneziani : il bassorilievo però che rappresenta il Genio delle scienze che disvela la Natura sostenuto dalla Toscana, e gli ornati e strumenti fisici inventati dal Nobili furono scolpiti dal professore Francesco Pozzi.(*4)

Questo non è citato nei monumenti della piantina. Ora è spostato nella cappella laterale a sinistra guardando l'altare maggiore

      Al di contro pilastro della gran navata sarà posto in breve il Mausoleo di marmo che il professore Lorenzo Bartolini sta facendo per inalzarsi alla memoria dell'insigne architetto, pittore , matematico e letterato Leonbattista Alberti, nato in Firenze nel 1398 e morto in Roma circa il 1480. (*5)



      Ascesi alquanti scalini si entra nell'antica Cappella de'Castellani, detta oggi del Sacramento,.... Nella testata della Cappella è un pregevole altare di marmo con rapporti di pietre dure che nel 1845 fu qui trasportato da altra chiesa, ed eretto sotto la direzione dell'architetto Veneziani. (*6)  

 

        La 5° Cappella, della famiglia de'conti Bardi, ornata con pilastri e cornicione di legno d'ordine corintio, ha un tabernacolo posto in mezzo dalle figure di San Luigi re di Francia, e San Bonaventura, nel quale si conserva il ritratto di San Francesco dipinto mentre viveva, da Cimabue; e due monumenti sepolcrali con ritratti scolpiti, da Stefano Ricci per i celebri architetti fiorentini Giuseppe Salvetti, e Gaspero Maria Paoletti: di essi il primo mancò di vita nel 1800 nell'età di anni 66 e mesi 5, ed il secondo nel 1813, di anni 83, mesi 2 e giorni L'altare di marmo di questa Cappella fu eretto sul disegno di Leopoldo Veneziani.(*7)
      In altro documento, recente, trovo scritto riguardo a questa cappella:

 

      - La vita di San Francesco, pala d'altare (anonimo, Italo bizantina)

 

      - La vita di San Francesco, gli affreschi (Giotto c. 1325)

 

      - Vetrata (Jacopo del Casentino)

 

        Nella 1a Cappella (n.d.r. a sinistra), recentemente abbellita sul di segno dell'Architetto Leopoldo Veneziani, si ammirano due affreschi del professore Gaspero Martellini: rappresenta il primo, nella parte più alta, l'incoronazione della Vergine Immacolata; e nella più bassa la Chiesa Militante con vari personaggi santificati, e con que' Dottori e Santi che scrissero specialmente di Maria: ed il secondo affresco «allude al voto solenne Sciolto dai Fiorentini il giorno 7 dicembre 1633 di perpetuo digiuno nella vigilia della Concezione della Vergine, per avere la Madredelle Grazie fatto cessare quell'ultima letale contagione, che in parte la città disastrò, e coperse di affanno, di sperazione, di gramaglia....; votiva solennità accaduta nelle antiche loggie d'Orsanmichele  ». (*8)



        La 3° Cappella, dedicata a Sant'Antonio da Padova, fu così come vediamo nobilmente abbellita sul disegno dell'architetto Leopoldo Veneziani, e scoperta al pubblico il giorno 7 di Giugno 1836 (275). La Lunetta a destra, dipinta dal Cav. Prof. Luigi Sabatelli, rappresenta Sant'Antonio da Padova che libera prodigiosa mente la moglie di un militare dal castigo che minacciavagli il marito, in pena di supposta infedeltà: l'altra (*9)



        Passata la porta anzidetta, precisamente sotto il secondo pilastro della navata che poggia al muro, è un prospetto d'antico altare con pilastri corinti, statue e bassirilievi, architettato da Filippo Baglioni, nel quale conservasi ancora una mezza figura di nostra Donna di mano di Giotto ritrovata sotto una crosta di bianco, dall'architetto Veneziani.(*10)



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